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ZOHOUNGBOGBO IL PATRIARCA

Zohoungbogbo il patriarca.

Scritto il 27 Febbraio 2013 da giornalesalute

  1.  

 

Mi sono creato il titolo e/o l’onorificenza di “saggio”. Il medico degli obesi e delle magrezze è diventato a 72 anni un saggio sul campo.

Dalla natia Benin arriva il nuovo titolo: IL PATRIARCA.

Vorrei che tutta la famiglia di Rivalta di Torino e il popolo delle obesità e delle magrezze del Bel Paese partecipino a questa bellissima onorificenza come hanno partecipato a questo bellissimo anniversario.

Laudetur Jesus Christus.

 

 

Dr. Mathias Christian Zohoungbogbo

 

Rivalta di Torino, 27 febbraio 2013

Allegati:

Zohoungbogbo le patriarche   26/02/2013

Zohoungbogbo il patriarca       26/02/2013

 

http://www.giornaledellasalute.it/wp-content/uploads/2013/02/130226-A-LETTERA-DI-MARCEL-ZOHOUNGBOGBO-FRANCESE.doc

 http://www.giornaledellasalute.it/wp-content/uploads/2013/02/130226-A-LETTERA-DI-MARCEL-ZOHOUNGBOGBOIL-PATRIARCA-IN-ITALIANO.doc

 

 

 

EFFETTO DOMINO

EFFETTO DOMINO

Scritto il 21 Gennaio 2013 da giornalesalute

Nella città di sant’Ambrogio: un miracolo a Milano

Scritto il 17 Settembre 2012 da giornalesalute

Il giudice monocratico Cesare De Sapia ha sentenziato che le specialità, prescritte dal dottor Christian Zohoungbogbo, non sono estratti di droghe ma medicine. Dunque, che la metodica Mtz che ha praticato per decenni ha dignità di cura medica e, come tale, utilizzabile da malati che hanno bisogno di attenzioni cliniche.

La decisione è maturata in seguito al ricorso presentato da Anna Mancuso la quale, paziente da decenni del medico di Rivalta, si era trovata nelle condizioni di interrompere la terapia, in seguito alla decisione del Ministero della Salute che aveva deciso di dichiarare “tossici” l’amfepramone e il benfluorex.

Giusto di una “dichiarazione” si è trattato perché un provvedimento tanto perentorio non è supportato da alcuna testimonianza scientifica concreta. Tanto più che, qualche settimana più tardi, l’industria produttrice dell’amfepramone è stata autorizzata alla produzione di svariate tonnellate (tonnellate!) di prodotto da destinare all’esportazione. E la “Food and Drug administration”, autorità assoluta in tema di tutela della salute, ha consentito il commercio di prodotti farmaceutici anti-obesità con principi attivi fra i quali l’amfepramone. Che il Ministero della Salute di casa nostra non sia né all’avanguardia né fra quelli in prima linea è del tutto evidente.

Anna Mancuso, però, nel frattempo, ha dovuto constatare che le sue condizioni di salute andavano progressivamente peggiorando e le cure – diciamo così – “tradizionali” non sembravano sufficienti per ridarle tranquillità. Di lì la decisione di rivolgersi al magistrato per ottenere il diritto di farsi curare dal proprio medico di fiducia. L’avvocato Giovanni Reho l’ha patrocinata e il magistrato, al termine del procedimento, le ha dato ragione.

La sentenza ha applicazione limitata nel senso che vale soltanto per la persona che ha presentato il ricorso. Gli altri pazienti che volessero l’applicazione dello stesso diritto dovrebbero rivolgersi singolarmente e autonomamente al giudice. Ma, certo, il provvedimento di Milano non potrà essere privo di conseguenze perché afferma un principio dal quale sarà impossibile prescinderne.

Difficile richiudere la porta, una volta che è stata spalancata!

 

Lorenzo Del Boca

 

17 settembre 2012

DOMANDA… RISPOSTA… e una serie di altre domande

Scritto il 23 Luglio 2012 da giornalesalute

 

In sede parlamentare, l’onorevole del Pd di Padova, Margherita Miotto, ha interrogato il ministro della Salute, a proposito del caso di un giovane di 38 anni deceduto – presuntivamente – in seguito a cure con sostanze contenenti fendimetrazina. Il Ministro Renato Balduzzi, intervenendo in risposta, ha precisato che la fendimetrazina è un preparato anoressizzante, utilizzato per contrastare le obesità, “sottoposto a significative limitazioni perché considerata pericolosa per la salute”. Il Ministero (24 gennaio 2000) ha vietato ai medici di prescriverla e ai farmacisti di eseguirne le preparazioni magistrali. Off limit. “Con successiva sentenza il Tar del Lazio ha ulteriormente chiarito che il divieto all’utilizzo delle sostanze indicate si estende alla metodica del dottor Zohoungbogbo”. L’onorevole si è dichiarata soddisfatta.

E, tuttavia, proprio lo sviluppo di questa discussione suscita inquietudini alle quali qualcuno vorrà offrire riguardo.

Intanto: chi ha stabilito con certezza che quel poveretto è morto – per davvero! – in seguito all’azione diretta e inequivocabile della fendimetrazina? E quali e quanti altri casi – nel mondo – corroborano la tesi in base alla quale la sostanza è così pericolosa da essere bandita dal prontuario medico?

Su quali studi e su quali ricerche si fonda la decisione del Ministero del 24 gennaio 2000? E, dunque, quali sono i presupposti che hanno ispirato la decisione – del tutto ad personam – del tribunale amministrativo?

Non sarà mica che stiamo scomodando Parlamento, Ministero, decreti, tribunali, interroganti e interrogazioni solo per mettere fuori gioco un medico che cerca soltanto di fare il mestiere suo?

 Lorenzo Del Boca

23 luglio 2012

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