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ILLUSTRI SCIENZIATI DELLA NUTRIZIONISTICA CLINICA

Scritto il 17 Settembre 2013 da giornalesalute

ILLUSTRI SCIENZIATI DELLA  NUTRIZIONISTICA CLINICA,

questa mia è per suonare la carica  alla comunità medica nazionale per il ritorno alla legalità repubblicana perduta dal lontano 26 maggio 1987 da quando vige nel Bel Paese la medicina per legge a discapito della medicina arte, l’arte medica secondo la legge ippocratica di rito salernitano e clinico.

Al 2 agosto 2011 il Ministero della Salute/Sanità ha cambiato l’etichetta di alcune tipologie di farmaci: per legge gli anoressizzanti ad azione centrale hanno perso l’azione farmacologica e hanno acquisito il forte potere tossicomanigeno. Ergo sono diventati stupefacenti droganti da togliere dagli stupefacenti farmaceutici e ricollocare tra quelli sprovvisti di azione farmacologica. È il trionfo – apoteosi – della medicina per legge.

Sarà il requiem per la medicina arte?

Voi dovete sapere che nel nostro paese l’A.G. si divide in tre rami e per quanto di interesse sanitario le cose stanno così.

  • La giustizia amministrativa e civile si accontentano del formalismo procedurale di rito, ovvero.

ü  L’istituto tal dei tali ha espresso il suo parere. . . .

ü  L’organo sanitario di Caio ha espresso il suo . . .

ü  L’istituto di Sempronio ha espresso la sua opinione. . . .

La somma delle opinioni e dei pareri degli organi preposti alla redazione della legge sanitaria concordanti, fa e/o produce la legge ministeriale, il decreto ministeriale.

Le opinioni e i pareri dei soloni dei palazzi della Sanità dell’Eur sono legge. È così al 2 agosto 2011 il Ministro della Salute che di professione fa il medico ha sancito che alcuni farmaci non sono più tali e sono classificati droga. Per la giustizia amministrativa e civile il Ministro della Salute è legittimato ad emanare quel provvedimento legislativo.

  • La giustizia ordinaria vive di prove. Sollecitata si pronuncia soltanto sulle prove a sua disposizione.

La Corte d’Appello di Torino sollecitata se un farmaco è uno stupefacente drogante ha risposto di no basandosi sulle prove provate testimoniali degli aventi diritto.

Nel processo di primo grado non risulta nessun paziente conforme alla definizione dello stupefacente drogante: Sentenza n° 44227 del 5 dicembre 2005

“Perché una sostanza possa dirsi stupefacente deve: a) avere capacità di provocare uno stato di dipendenza; b) essere idonea a determinare uno stimolo o una depressione del sistema nervoso centrale che dia luogo ad allucinazioni o a disordini delle funzioni motrici, delle facoltà intellettive, del comportamento o dell’umore”.

 

Lex

Dura lex

Sed lex

 

 

ILLUSTRI SCIENZIATI DELLA  NUTRIZIONISTICA CLINICA,

se secondo voi l’amfepramone, la fendimetrazina e la fentermina rispondono a questo requisito inoppugnabile il decreto ministeriale è legittimo e la sentenza della Corte d’Appello è carta straccia.

Se non che il D.M. 4 novembre 2011 concede all’amfepramone la targhetta di farmaco clinico per l’esportazione vigente il D.M. 2 agosto 2011 che lo ha definito per legge droga.

L’amfepramone droga in Italia farmaco negli Stati Uniti d’America?

Il giudice ordinario – la Corte d’Appello di Torino – ha visto giusto. Gli anoressizzanti ad azione centrale sono principi farmacologicamente attivi e non possono perdere l’azione farmacologica per via legislativa.

Beninteso ogni paese è libero di legiferare come le pare e piace.  Nessun paese la mondo può legiferare il falso perché sarebbe la commissione di un reato di proporzione biblica.

La fendimetrazina è una droga?

Lo Stato è legittimato a legiferarlo, ma non può legiferare che è sprovvisto di azione farmacologica. È una questione di terminologia.

È sic et simpliciter lesa umanità. “DI TUTTE LE FORME DI DISCRIMINAZIONE, L’INGIUSTIZIA NELL’ASSICURARE LE CURE MEDICHE È LA PIÙ SCONVOLGENTE E INUMANA”

 

ILLUSTRI SCIENZIATI DELLA  NUTRIZIONISTICA CLINICA,

“Le moment est grave”. La rifondazione medica è un atto dovuto per combattere il malaffare politico ideologico dentro il mondo del farmaco.

Ciascuno di noi deve fare un atto di contrizione e riconoscere quanto segue:

 

“Se vuoi distruggere la mafia, distruggi prima il mafioso che c’è dentro di te che si chiama orgoglio, cattiveria, egoismo, prepotenza e arroganza”.


ILLUSTRI SCIENZIATI DELLA NUTRIZIONISTICA CLINICA,

offro alla comunità medica nazionale l’unico mezzo per la rifondazione medica e la riconquista dell’autonomia – indipendenza  diagnostico  prescrittiva assegnata dalla legge.

È il potere della sentenza del 10 giugno 2013 affermativa de “il fatto non sussiste”, “il farmaco di interesse non è uno stupefacente drogante” sconfessando di fatto il D.M. 2 agosto 2011.

Con viva cordialità.

 

Dr. Mathias Christian Zohoungbogbo

 

Rivalta di Torino, 17 settembre 2013

 

Chi è il dottor Lorenzo Del Boca

Scritto il 10 Settembre 2013 da giornalesalute

 

CHI È IL DOTTOR LORENZO DEL BOCA?

 

–      È stato giornalista de La Stampa.

–      È stato Presidente della FNSI, il sindacato dei giornalisti.

–      È stato Presidente dell’Ordine Nazionale dei giornalisti.

–      È uno scrittore di libri di storia l’ultimo dei quali:

 

L’ITALIA BUGIARDA

 http://www.edizpiemme.it/libri/l-italia-bugiarda

 

Dr. Mathias Christian Zohoungbogbo

 

Rivalta di Torino, 10 settembre 2013

 

Chi è il dottor Lorenzo Del Boca

Scritto il 10 Settembre 2013 da giornalesalute

130910 A CHI È IL DOTTOR LORENZO DEL BOCA

Dedicato a “quelli che…”: “le sentenze non si discutono”!

Scritto il 10 Settembre 2013 da giornalesalute

Dedicato a “quelli che…”:

“le sentenze non si discutono!”

 

Se le sentenze si devono sempre (e prestamente) applicare, perché quelle che riguardano Mathias Christian Zohoungbogbo fanno così fatica a trovare la strada giusta per essere rispettate?

In trent’anni (abbondanti) di vita professionale, intersecata purtroppo da una quantità di vicende giudiziarie, le archiviazioni e le assoluzioni possono riempire interi faldoni.

Non contano nulla?

A riassumere una quantità di processi ci hanno pensato a suo tempo, l’allora Procuratore Generale Silvio Pieri e l’allora Procuratore Francesco Marzachì che con decisioni giurisdizionali, rispettivamente, del 1994 e del 1999, hanno riproposto l’intera vicenda concludendo che Mathias Christian Zohoungbogbo aveva esercitato la professione medica e non era imputabile di altri addebiti. Un avvertimento a futura memoria: doveva essere lasciato in pace e perché fosse proprio chiaro avevano disposto che copia delle loro decisioni fosse trasmessa a tutti gli istituti sanitari interessati. In mancanza di ricorsi la sentenza è passata in giudicato diventando definitiva.

Le sentenze si applicano ad eccezione di quelle dei Procuratori Pieri e Marzachì?

Il 5 ottobre 2005 il Tribunale Amministrativo del Lazio ha sentenziato che il Ministero della Salute non poteva continuare a comportarsi come Ponzio Pilato.

A proposito del dottor Mathias Christian Zohoungbogbo (che praticava le sue cure da qualche decennio) occorreva prendere una decisione: il tribunale avrebbe nominato un commissario ad acta con il compito di realizzare una sperimentazione su quel farmaco se il Ministero non avesse accettato la metodica di Rivalta. Scelsero la seconda ipotesi che venne determinata in sentenza.

Le sentenze devono essere applicate. E, allora, come mai, il Ministero, appena dopo, ha deciso che le medicine di Mathias Christian Zohoungbogbo, senza prove, senza documentazione, senza riscontri e senza esperimenti, sono diventate droga – fuori legge – dall’oggi al domani?

Anche la sentenza del 3 maggio 2011 – che, pure, giudichiamo severamente – (giudice monocratico La Gatta, pubblici ministeri Longo-Viglione) che ha condannato il dottor Mathias Christian Zohoungbogbo a otto anni di carcere andrebbe applicata. La decisione non piace ed è sbagliata perché sostiene che la medicina “Math 80” è dannosa per le persone con un rapporto di massa corporea inferiore a 27 e, quindi, è imprescrivibile mentre è praticabile per pazienti con massa corporea superiore. E’ sbagliata perché è difficile (impossibile?) sostenere che una sostanza può essere, contemporaneamente, un farmaco e un veleno, se assunta da persone con differenze di peso di un paio di etti ciascuna.

Per questo è stato proposto appello. Ma, comunque, la sentenza andrebbe osservata e, secondo la decisione di quei giudici, occorrerebbe poter curare gli obesi secondo la metodica Zohoungbogbo e allontanare gli altri. Perché, invece, non avviene?

Nel frattempo (10 giugno 2013), è intervenuta la sentenza d’appello (Presidente Volpe, procuratore generale Corsi) che ha ribaltato la sentenza di primo grado, assolvendo Zohoungbogbo. Il farmaco “Math 80” è medicina indipendentemente dal peso dei pazienti.

Dovrebbe essere un “via libera” alla cura medica …

Se le sentenze potessero essere applicate.. anche per Mathias Christian Zohoungbogbo …

 

 

                   Lorenzo Del Boca

 

 

Rivalta di Torino, 10 settembre 2013

 

In risposta … Lettera di un medico negro italiano…

Scritto il 09 Settembre 2013 da giornalesalute

 

 

RISPOSTA SIG.RA SANSOLINI

 

 

Giustina Sansolini ha commentato il tuo post.

Giustina ha scritto: “Grazie dottore di rinfrescarmi la memoria, ma non dimentico…non troveremo un giudice a Berlino, nè tantomeno si canterà: bella abissina….faremo valere la sua sentenza, perchè non è solo sua….ma in quella sentenza c’è la salute di centinaia di pazienti. Se siamo a una svolta epocale in Italia che le sentenze si applicano….si applicherà anche la sua, prescindendo dal colore della sua pelle!!”

Lettera di un medico negro italiano ad una sua paziente bianca

Scritto il 09 Settembre 2013 da giornalesalute

 

LETTERA DI UN MEDICO NEGRO ITALIANO AD UNA SUA PAZIENTE BIANCA.

 

PREMESSA ALLA LEGITTIMAZIONE E ALLA VERIDICITÀ DI QUESTA MISSIVA.

Non si discute più oggi dopo trent’anni di vita vissuta professionale italiana. No.

Non si discute nemmeno della vita civile dopo più di cinquant’anni di vita vissuta italiana.

Si può e si deve dissertare del razzismo nelle istituzioni dello Stato, nei gangli vitali delle istituzioni.

Gentilissima e carinissima signora giustina sansolini,

l’estate 2013 passerà alla storia italiana, alla storia giudiziaria per due invocazioni gridate a squarciagola:

 

–      Le leggi vanno osservate, vanno rispettate.

–      Le sentenze vanno applicate.

È tutto vero?

VERO

FALSO

 

 

 

 

VADE RETRO

 

1984

 

7 – 8 MAGGIO:

 

Il Pretore di Torino sequestra l’officina farmaceutica del medico di colore degli obesi di Rivalta di Torino.

“Dicano i periti se le pillole sono pericolose, dannose, tossiche, a scopo drogante oppure no”?

La risposta è confortante: Le pillole fanno bene, non sono pericolose, non sono dannose, non sono tossiche, non sono droganti. “Le pillole sono salvavita”.

Il Pretore scoraggiato dall’esito favorevole al medico dimentica il processo nel cassetto. Alla fine somministra la sentenza motivata di amnistia. 1984 – 1987.

 

Fine novembre – inizio dicembre 1984

 

Il sequestro delle televisioni del biscione anche da parte del Pretore di Torino, lo stesso delle pillole del medico degli obesi. Oggi la storia è nota e fin qui non sarebbe di alcun interesse. Non sarebbe.

 

 

2013

 

La Corte d’Appello di Torino “vuole sapere se le pillole di Rivalta di Torino sono pericolose, dannose, tossiche, a scopo drogante oppure no”?

La risposta è conforme al consenso informato: “Le pillole non sono droganti come ha legiferato il D.M. 2 agosto 2011”.

Estate 2013

 

–      Le leggi vanno osservate, vanno rispettate.

–      Le sentenze vanno applicate.

È tutto vero?

VERO

FALSO

 

 

 

Le sentenze vanno applicate oppure no?

nO

 

Perché tutte le sentenze riferite al cittadino bianco sono sempre applicate o devono essere applicate?

Perché?

nO

 

Perché le sentenze del medico negro non sono mai – MAI – state applicate?

Perché?

nO

 

1984: Le cure non sono pericolose. Il medico è secondo la legge.

Ÿ  L’officina è rimasta chiusa per sempre. Perché?

nO

 

Ÿ  La sentenza del 3 MAGGIO 2011: Il Math ’80 è un farmaco se prescritto all’obeso, è una droga se prescritto al non obeso.

Perché la sentenza non è mai stata applicata per gli obesi fino al 10 giugno 2013?

Ÿ  La sentenza del 10 giugno 2013 ha riaffermato che le pillole di Rivalta di Torino non sono droganti come legiferato dal D.M. 2 agosto 2011.

PERCHÉ LA SENTENZA NON È ANCORA APPLICATA?

Gentilissima Signora Sansolini,

la risposta è univoca:

La sentenza dell’americanina è stata applicata.

LA SENTENZA BERLUSCONI SARÀ APPLICATA?

La sentenza del medico negro non è ancora stata applicata anche se antecedente.

Perché?

PERCHÉ LA NEGRITUDINE È COLPA GRAVE, COLPA INESCUSABILE?

Ecco gentilissima Signora Sansolini,

la verità forse l’avrà via web?

Le ricordo le motivazioni della condanna del 3 maggio 2011:

omissis

Si aggiunga che, come sottolineato dal giudice monocratico, molte delle pazienti non obese esaminate a dibattimento si sono dichiarate soddisfatte dell’operato dell’appellante, onde sussiste il concreto pericolo che costoro continuino a rivolgersi al Dr. Zohoungbogbo perché continui a prescrivere loro il farmaco.

omissis

Lei è soddisfatta dell’operato del suo medico?

Lei secondo la legge è libera di scegliere il medico, il luogo e la tipologia di cure?

Il medico stipula con il suo paziente un contratto di diritto privato: Il consenso informato.

L’articolo 32 della Costituzione va applicato oppure no?

Per non applicare quella sentenza, Lei non potendo essere sbattuta in galera o impedita viene interdetto il suo medico. Nel gergo “mafiosetto” si chiama “trasversalità”.

La colpa?

NEGRITUDINE?

EXIT STRATEGY

 

Il popolo italiano che ha scelto di curarsi con la cura di Rivalta di Torino attende paziente non “IL GIUDICE DI BERLINO” ma “IL GIUDICE DI TORINO” che si pronunci sull’applicabilità delle sentenze pronunciate “in nome del popolo italiano” ex artt. 3 – 32 della Costituzione.

SE VA BENE PER L’AMERICANINA E PER IL SENATORE VALE ANCHE PER IL NEGRETTO DI RIVALTA DI TORINO OPPURE NO?

Attendiamo e come il cinese seduto sulla riva del fiume e/o come la bella abissina “aspettiamo e speriamo” che un giudice italiano applichi le sentenze del 10 giugno 2013.

È quanto.

Dr. Mathias Christian Zohoungbogbo

Rivalta di Torino, 09 settembre 2013

RIASSUNTO CONVERSAZIONI SU FACEBOOK

Scritto il 09 Settembre 2013 da giornalesalute

RIASSUNTO CONVERSAZIONI SU FACEBOOK

 

 

Giustina Sansoliniha pubblicato qualcosa sullaMathias Christian Zohoungbogbo

25 agosto

Dottore se ci sei batti un colpo!!!

Inizio modulo

 

31 agosto

 

Giustina Sansolini ha scritto sul tuo diario

“Mio caro dottore, si ricorda di me? Io sono quella che senza remore e senza obiezioni di sorta mi sono schierata di persona e con il mio nome dalla sua parte, se fosse stato il caso sarei venuta in capo al mondo, mi scusi se lo sottolineo ma tra poco siamo al dunque della questione. Se per lei era interessante e necessaria dimostrare la sua innocenza, per me è necessario che lei entri in campo al mio fianco per far capire al ministero che dietro la sua sentenza ci sono delle persone in carne e ossa, nel nostro caso più carne…e non per colpa nostra! Sono quella che ha promosso la raccolta di firme tra i suoi pazienti, senza che lei sia stato al mio fianco…sono quella che voleva comprare una pagina di un autorevole giornale, per sensibilizzare l’opinione pubblica…sono quella che il giorno di Pasqua le ho telefonato…mentre lei era a Capri per avvisarla che ero stata contattata da chi stava pensando di farle del male. Bene, anzi male oggi sono qui come una stupida a bussare alla sua pagina, lo sò che hanno inventato il telefono, ma l’ultima volta mi ha detto che mi avrebbe richiamato, sono passati 3 mesi…e io non ho voluto più disturbarla, pensando di mantenere quel filo…..qui su questa pagina e su quella di fendiland. Ma, mi sono illusa.. chi per lei legge, purtroppo facebook ce fà vedere… non si degna di dirci una parola, il medico dalla parte del paziente dov’è? Spero che abbia letto che l’11 settembre c’è un incontro al ministero che ci riguarda…dove prenderanno parte altri medici…e io sua paziente mi sento in mezzo a una strada, mi scusi dottore..io non mi sarei comportata così…!!! Quella bella lettera accorata scritta da sua moglie…io l’ho fatta mia… ma lei questo appello lo farà suo? Non credo di dovermi scusare con lei di questo mio scritto, perchè abbiamo fatto un lungo pezzo di strada insieme…25 anni, sono tanti…e io ci sono sempre stata, nel bene e nel male, ho aspettato il ritorno del ” mio dottore ” quando per certi periodi lei non c’è stato….io non ho cambiato stazione!! Se devo farlo adesso, basta che me lo dica…con stima come sempre Giustina”

Rispondi a questa e-mail per commentare il post.

 

RISPOSTA DR. ZOHOUNGBOGBO 2 SETTEMBRE 2013

Dal 1987 – 26 maggio 1987 – 2 agosto 2011 – Zohoungbogbo vive il razzismo di Stato…

 

 

 

2 settembre ’13

 

Giustina Sansolini ha commentato il suo post.

Giustina ha scritto: “Grazie a Dio e questo è importante lei è vivo e vegeto, dopo l’ epitaffio della sua conoscente ero attanagliata da mille dubbi! In quanto a quanto scrive io sò…e chi meglio di me, ma il mio scritto era sopratutto per dirgli che 11 si avrà un incontro con il ministro, e volevo sapere se lei stà continuando la sua e la nostra battaglia, anche perchè dentro la sua sentenza ci sono le prerogative di una impugnazione sul diritto di cura con ogni mezzo. Se poi alla base si pensa che a beneficiare di tale sentenza sia un “negro” apriamo un’altra battaglia…che rimbalzeremo alla presidente della camera On Boldrini, che ha tanto a cuore le questioni degli stranieri, ma lei ci aiuti a far applicare la sua sentenza…La ringrazio dottore e intervenga più spesso, noi non abbiamo bisogno solo della cura…ma anche il sostegno morale in questa battaglia impari…da una parte i dotti e da una parte i poveri pazienti che sono due anni che aspettano, e nel frattempo diventano amputati…di stomaco, registrando parecchie morti! Dottore ci metta tutto il suo impegno di far valere quanto la legge ha stabilito. Con infinita stima!”

Rispondi a questa e-mail per commentare il post.

 

6 settembre 2013

Risposta dr. Zohoungbogbo … Gentilissima e carinissima sig.ra Giustina Sansolini . . .

 

 

Dr. Mathias Christian Zohoungbogbo

 

Rivalta di Torino, 09 settembre 2013

 

 

GENTILISSIMA E CARINISSIMA SIGNORA GIUSTINA SANSOLINI,

Scritto il 06 Settembre 2013 da giornalesalute

GENTILISSIMA E CARINISSIMA SIGNORA GIUSTINA SANSOLINI,

ieri ho avuto alcuni ragguagli sull’incontro promosso da alcuni dignitari della Medicina Ufficiale Convenzionale Italiana – M.U.C.I. – circa l’appuntamento dell’11 settembre con il Ministro della Salute/Sanità. È un incontro privato dopo varie raccomandazioni all’italiana.

Dopo 33 anni di vita vissuta e travagliata della quale Ella è testimone, qualsiasi incontro con le Istituzioni deve essere svolto alla luce del sole e secondo il rito amministrativo. STOP.

Mi sto adoperando per salvare la nostra metodica che è osservante della legge e soprattutto è conforme al consenso informato.

Lei si è mai chiesta perché uno Stato di diritto come l’Italia vuole, pretende ed esige essere abbia promulgato dal 1987 al 2011 le plurime fonti normative secondarie del divieto della produzione e della prescrizione del Math ’80 senza mai degnarsi di portare una che sia una prova a giustificazione di queste leggi speciali?

È mai possibile che un farmaco sia trattato come tale ovvero dallo status di farmaco clinico, farmaco a rischio e infine a droga?

Se tutto questo non è possibile il farmaco è solo allora un pretesto machiavellico: “Il fine giustifica i mezzi”.

Nella mia ultima trattazione Le ho fatto sapere che lo stesso Ministero della Salute/Sanità con il D.M. 2 agosto 2011 ha legiferato l’amfepramone, la fendimetrazina e la fentermina droga. Droga per l’Italia e i paesi comunitari.

LO STESSO MINISTERO COL D.M. 4 NOVEMBRE 2011 HA AUTORIZZATO LA PRODUZIONE NON DELL’AMFEPRAMONE/DROGA MA DELL’AMFEPRAMONE/FARMACO PER I PAESI EXTRACOMUNITARI.

Ciò significa gentilissima paziente che il farmaco a Lei prescritto per una vita è risultato farmaco a tutto il 2 agosto 2011. Da quella data è stato legiferato droga anche se droga non è. “Il fine giustifica i mezzi”?

La colpa non è della prescrizione medica. La colpa – COLPA INESCUSABILE – è del dottor Mathias Christian Zohoungbogbo colpevole di negritudine.

Rimango a Sua disposizione e tra breve come mi auguro la Sua prescrizione sarà di nuovo a Sue mani perché il Bel Paese che l’Italia è riaffermerà la supremazia dell’arte medica sulla medicina per legge secondo il giudicato clinico.

La giustizia è l’ultimo baluardo per la salvezza della medicina italiana.

La salvezza è iniziata con la sentenza della Corte d’Appello di Torino del 10 giugno 2013: “LE SUE PRESCRIZIONI NON SONO STUPEFACENTI DROGANTI” ergo il D.M. 2 agosto 2011 è una norma calunniosa delle stesse, una norma di procurato allarme e riferito alla negritudine fa parte delle LEGGI SPECIALI COME QUELLE DEL PRIMO VENTENNIO ITALIANO.

Con viva cordialità.

 

Dr. Mathias Christian Zohoungbogbo

 

Rivalta di Torino, 06 settembre 2013

Dal 1987 Zohoungbogbo vive il razzismo di Stato nell’indifferenza generale

Scritto il 02 Settembre 2013 da giornalesalute

Oggetto: dal 1987 – 26 maggio 1987 – 2 agosto 2011 – zohoungbogbo vive il razzismo di stato nell’indifferenza generale colpevole di essere medico ippocratico di  rito salernitano e clinico

Gentilissima e carissima Giustina,

la storia di una vita non può e non deve essere cancellata da un decreto ministeriale firmato di corsa da un ministro affaccendato e alla vigilia di una crisi di governo.

Lei carissima Giustina rappresenta il campione del popolo italiano che ha concesso la sua stima e la sua fiducia alla galassia farmaceutica Math ’80 nell’ambito della Metodica Terapeutica Zohoungbogbo – M.T.Z. –.

E oggi leggendo la sua nota rispondo a Lei e a tutti i pazienti della M.T.Z./Math ’80 per esprimere la mia immensa gratitudine.

L’apoteosi del 10 giugno del 2013 – la sentenza della corte d’appello di torino – è la certificazione dell’esistenza nel Bel Paese “del ghetto professionale di Rivalta di Torino” istituito dalla sentenza del Tar Lazio del 10 aprile 2000, riconosciuto dal Ministero della Salute/Sanità con la nota di ottemperanza dell’8  novembre del 2005 – il paradosso farmaceutico nazionale -.

Cosa significa e cosa vuol dire tutto ciò?

“Rivalta di Torino” dal 1980 vuol dire il dottor Zohoungbogbo, i suoi pazienti, ovvero i pazienti  della  galassia farmaceutica Math ’80 della Metodica Terapeutica Zohoungbogbo – M.T.Z. –.

Tra questi storici e stoici pazienti della M.T.Z./Math ’80 c’è anche la gentilissima, carinissima e mitica signora Giustina Sansolini.

. . . “pace all’anima sua”?

Serenità e tranquillità. Zohoungbogbo vive e vegeta anche se confinato “al ghetto professionale di Rivalta di Torino”.

“Un incontro al Ministero della Salute/Sanità in data 11 settembre 2013?”

Io non ho ricevuto alcun invito, nessuno mi ha interpellato e non so di cosa si tratta.

I miei pazienti come Lei ben sa sono tutelati dal loro medico di fiducia secondo il consenso informato da loro medesimi firmato, il contratto di diritto privato medico-paziente.

I decreti ministeriali che hanno regolamentato alcuni principi attivi anoreSsizzanti dal 1987 al 2011?

Sono atti di una gravità inaudita, atti eversivi, la commissione di reato.

L’amfepramone?

La fentermina?

La fendimetrazina?

Secondo i decreti ministeriali dal 1987 al 2000 sono farmaci stupefacenti inseriti nella sezione B della II tabella del DPR 309/90. Ciò significa che per un lustro è stato dimostrato che sono principi farmacologicamente attivi e dunque hanno un azione farmacologica nota: anoressizzanti.

Questi famigerati decreti ministeriali non sono mai stati abrogati e sono tuttora vigenti erga omnes e tutti i medici – tutti – hanno l’obbligo tassativo di osservarli tranne il medico del ghetto professionale di Rivalta di Torino per il quale sono stati annullati come dalla nota ministeriale del 30 marzo 2007.

In questo contesto viene inserito il paradosso farmaceutico nazionale, ovvero gli anoressizzanti sono vietati a tutti i medici perché regolamentati a rischio e questo rischio non riguarda e non si estende al Math ’80 riservato esclusivamente “al ghetto professionale di Rivalta di Torino”.

Secondo il D.M. 2 agosto 2011 la fentermina, la fendimetrazina e l’amfepramone sono stati legiferati droga e ricollocati nella I tabella del DPR 309/90, sono stati legiferati sostanza stupefacente non prescrivibile perché con forte potere tossicomanigeno. La conseguenza?

Il Math ’80 è droga.

Secondo il D.M. 4 novembre 2011, il D.M. 1 giugno 2012 e non ultimo il D.M. 30 gennaio 2013 l’amfepramone è un farmaco prodotto dall’Italia come farmaco solo per i paesi extracomunitari. Ecco il punto.

Il D.M. 2 agosto 2011 riferito a questi ultimi decreti configura il procurato allarme oppure no?

Limitatamente alla galassia farmaceutica Math ’80 è una norma calunniosa ictu oculi palese.

L’apoteosi del 10 giugno 2013?

Contrariamente al dettato del D.M. 2 agosto 2011 e conformemente al D.M. 30 gennaio 2013 “in nome del popolo italiano” il Math ’80 è un farmaco composto da amfepramone, da fendimetrazina, da fentermina non è uno stupefacente drogante.

Secondo le rigide regole giuridiche del formalismo procedurale siamo in presenza di “notitia criminis” e la legge sul punto è ferma: “l’esercizio dell’azione penale è un atto obbligatorio”.

Gentilissima e carinissima Signora Giustina Sansolini,

come Lei ben sa non ho mai abbandonato nessuno dei miei pazienti.

Nel mese di agosto tutti gli italiani sono venuti a sapere – piaccia o non piaccia – che le leggi vanno rispettate, vanno osservate e che tutti gli italiani sono uguali davanti alla legge e per ultimo – sarà una novità? – le sentenze vanno applicate in attesa di eventuali ricorsi o no.

La Corte d’Appello di Perugia ha prosciolto l’americanina Amanda Knox condannata in primo grado a più di vent’anni di galera.  È stata immediatamente scarcerata e arrivederci. In attesa del verdetto della Suprema Corte di Cassazione.

Pare allo stato che c’è nel Bel Paese una sola sentenza che non si può applicare perché il beneficiario è il dottor Zohoungbogbo e i suoi pazienti, un medico negro.

C’è chi sussurra che la sentenza del medico negro di Rivalta di Torino può non essere applicata. Pare allo stato un optional.

Sarà proprio vero?

Sarà proprio così’?

Può un farmaco clinico per trent’anni diventare dal 2 agosto 2011 droga?

Può un giudice italiano sentenziare farmaco clinico una droga legiferata?

Solo il razzismo nei gangli vitali nelle istituzioni può impedire l’applicazione di una sentenza pronunciata “in nome del popolo italiano”.

Per adesso vige la Costituzione che afferma che il medico chirurgo italiano cittadino del mondo può curare il paziente con qualsiasi mezzo a sua scelta dopo l’acquisizione del consenso informato del paziente il quale è libero di scegliere il medico di suo gradimento, il luogo e la tipologia di cura che le confà.

Tradotto in italiano il lavoro – la professione medica – e il diritto di cura sono due diritti soggettivi perfetti, inalienabili, non legiferabili e di conseguenza non procedibili.

E questo nei palazzi dell’Eur a Roma lo sanno e fanno finta di non sapere.

La Costituzione è vigente e Rivalta di Torino continua ad essere illuminato dallo Stellone italiano.

 

Rimango a Sua disposizione e La ringrazio per la stima e la fiducia.

 

Dr. Mathias Christian Zohoungbogbo

 

Rivalta di Torino, 02 settembre 2013

 

Le plurime fonti normative secondarie del Ministero della salute e il DM 2 agosto 2011

Scritto il 21 Giugno 2013 da giornalesalute

OGGETTO: Le plurime fonti normative secondarie del Ministero della Salute e il D.M. 2 agosto 2011

 

A Giustina Sansolini.

A Magda Rodari.

E a tutti voi,

 

Giustina Sansolini ha commentato il tuo post in FendiLand.

 

Giustina Sansolini

20 giugno 19.20.07

Scusate ma questa sentenza dal momento che ha creato un precedente non potremmo impugnarla adesso noi pazienti?

 

“Io sono a Vostra totale disposizione e credo di essere in possesso della chiave che può e deve aprire la porta alla libertà diagnostico-prescrittiva garantita dalla legge al vostro medico curante e la libertà di cura al paziente cittadino”. Una certezza costituzionale frantumata e disintegrata dal D.M. 26 maggio 1987.

Da quella data al medico chirurgo italiano è stato imposto un modello prescrittivo legiferato che se viene recepito configura l’offesa all’etica medica.

Questa imposizione ha avuto un’evoluzione criminale fino all’ultimo atto legiferativo del 2 agosto 2011 dove un principio farmacologicamente attivo noto e vecchio di oltre cinquant’anni è stato dichiarato sostanza stupefacente con forte potere tossicomanigeno e sprovvisto di azione farmacologica.

PARLATENE CON I VOSTRI MEDICI E AVVOCATI. “Dobbiamo distruggere la mafia/sanità”.

Prima occorre che i vostri medici . . .

OMISSIS

Parlate con i vostri avvocati difensori e i vostri medici. IL DOTTOR ZOHOUNGBOGBO È A VOSTRA TOTALE DISPOSIZIONE. Il dibattito è riaperto.

Dimenticavo: Ricordatevi questa supplica che spiega perché Zohoungbogbo continua ad essere discriminato dai vostri medici curanti: “Se vuoi distruggere la mafia, distruggi prima il mafioso che c’è dentro di te che si chiama orgoglio, cattiveria, egoismo, prepotenza e arroganza”.

Presidente del Centro Studi Parlamento della Legalità
Nicolò Mannino

Dimentichino i vostri medici “l’orgoglio, la cattiveria, la prepotenza e l’arroganza” e ci uniamo nel rispetto della legge costituzionale.

OMISSIS

Sarà poi elaborato IL MANIFESTO DI RIVALTA DI TORINO con un solo obiettivo: Osservare religiosamente e diligentemente la legge costituzionale italiana sempre disattesa dal Ministero della Salute/Sanità sin dal 26 maggio 1987.

PARLATE CON I VOSTRI MEDICI E I VOSTRI AVVOCATI.

Quanto ha proposto la Sansolini può essere applicato ex art. 3 della Costituzione ed è della serie “Il re è nudo”.

In sede di impugnazione il giudice deve decidere sulla base degli atti depositati alla Corte d’Appello di Torino: Chi ha detto la verità oppure chi è che ha mentito: Ogni riserva è lecita, legittima e legale.

Una certezza giuridica: La Corte d’Appello di Torino si è pronunciata dopo aver sentito le persone “presunte parti offese” mentre il Ministero della Salute/Sanità ha promulgato la legge della droga accogliendo LE OPINIONI DEI SUOI ESPERTI CRANI VUOTI.

Un’altra certezza: Non potete fare nulla senza il foro, senza l’avvocato.

Io sono come Giobbe: ASPETTO E SPERO nelle vostre iniziative.

 

Dr. Mathias Christian Zohoungbogbo

 

 

Rivalta di Torino, 21 giugno 2013

 

 

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